Il pasticcio di De Palo servito nelle mense del Comune


mensaUn bando che non va né su né giù alle scuole romane. Mercoledì 6 febbraio si è riunita la commissione Trasparenza, Controllo e Garanzia di Roma Capitale presieduta da Massimiliano Valeriani per analizzare il bando di refezione scolastica del Comune, come sollecitato dal consigliere Masini, vicepresidente commissione Scuola. Con il Dipartimento Politiche Scolastiche erano presenti i rappresentanti delle associazioni di categoria Confcooperative, Legacoop, Angem, Servizi Lazio (per le imprese di ristorazione), l’ASAL e dirigenti scolastici rappresentava le scuole. Spiccava l’assenza dell’assessore De Palo, che ha preferito mandare avanti due amministrativi. Tutte le associazioni di categoria presenti, le stesse che a dicembre avevano richiesto un parere sul bando all’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici (AVCP), hanno sottolineato tutte le follie insiete in questa gara: l’impossibilità di fornire prodotti a km 300, vista l’insufficiente produzione e l’assenza di industrie agroalimentari di trasformazione che possano coprire il fabbisogno delle mense scolastiche romane, oltre all’impossibilità di sospendere il servizio in caso di mancato pagamento da parte dell’Amministrazione. Di fronte a questi rilievi viene da chiedersi cosa troveranno nel piatto i bambini delle scuole di Roma. Nelle scorse settimane era stata la stessa Autorità di Vigilanza ha riscontrare quattro punti non coerenti sulle migliorie strutturali.
Ovviamente la Giunta Capitolina non ha intenzione di fare marcia indietro sul bando, mentre il Pd con Valeriani e Masini ha chiesto un ritiro del bando in autotutela. Il Campidoglio ancora una volta, e ancora di più sulla scuola, opera scelte senza ascoltare le parti coinvolte, tenendo fermo un bando per un servizio di vitale importanza che lascia scontenti tutti: famiglie, dirigenti scolastici e imprese.
E’ soprattutto l’ASAL che ha sottolineato l’inadeguatezza di un bando arriva dopo il dimensionamento scolastico, che ha accorpato istituti scolastici con le mense in autogestione con quelli che saranno serviti dal bando centrale. In questo quadro i servizi autogestiti risultano una volta di più ostacolati, offuscando un’esperienza decennale di qualità e autorganizzazione delle scuole romane.
Pensavano piovesse, invece grandina.

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